
Ci siamo. Cavoli, è difficile persino raccontarti come sarà questo saluto. Lascio la mia Luna e torno ad occuparmi delle mie piccole cose sul Pianeta. Ti ho descritto tante volte come ci si sente a stare qua, le senzazioni che ho provato, le cose che ho visto, di un'infinita bellezza e di immenso coraggio. Ricordo il primo giorno in cui sono arrivato quassù. Mi sentivo tremendamente solo, mi faceva un gran freddo e non riuscivo a smettere di piangere. Trascinavo dietro di me un'enorme valigione, pieno di tante cose che dovevo riparare, alcune delle quali sono finite a fluttuare nello spazio infinito. Avevo una sveglia, che scandiva i secondi di ogni mio pensiero. Avevo un cuore, il tuo ed un altro, il mio, che si erano fusi e che ho dovuto scollare l'uno dall'altro con tutta la pazienza di cui sono a conoscenza. Avevo un libro non finito, che adesso è chiuso in una grande busta gialla, pronto per essere consegnato nelle mani di un consiglio di saggi che lo timbrerà e lo farà diventare parte della storia di tutti noi. E nella valigia, emozioni come foulards, di tutti i colori, così leggeri ed impalpabili...ed una coperta per le notti fredde, una di quelle grandi trapunte a quadri e su ogni quadro un giorno della mia vita, così che la trapunta riusciva a coprire tutta la Luna e si intrecciava magicamente con qualche stella. Già, le stelle. Le meravigliose stelle, che mi hanno illuminato ogni istante del giorno e della notte e che mi hanno riscaldato, quando mi stringevo nelle ginocchia, infreddolito. E poi una foto, fatta controluce, di te che passeggi per le strade della tua città, raccolta nel cappotto, guardando distrattamente le vetrine, con una lacrima che ogni tanto riga il tuo angelico viso. Poi le lacrime sono finite e un sorriso beffardo si è stampato sulle tue labbra. Allora ho smesso di guardarti ed ho cominciato a guardare l'immagine di Te che avevo dentro ed ero arrabbiato, triste, mi sentivo tradito e deluso. Poi ho capito che tu avevi fatto per me più di chiunque altro, dandomi la possibilità di scorgere il mio più grande limite: la fretta di vivere. Quanto ho corso, verso di te e lontano da te, allo stesso tempo. Fretta, paura, sfiducia. Gli uomini sono cattivi, il mondo è cattivo e tu? Tu sei solo una persona che prova a fare del suo meglio e per questo meriti il mio affetto ed il mio rispetto. Io ho fatto del mio meglio e continuerò a farlo, ma con più calma, perchè la mia corsa, quella che ho fatto fino a qua, trovi un senso nella tranquillità di un respiro lungo e meditato.
Così ti lascio, piccola Luna e una lacrima bagna la tua terra sincera. Grazie. Sei stata la migliore amica che potessi avere in un giorno così poco illuminato e sfocato come questo. Torno sulla Terra, più grande, più ricco ed il mio viaggio a piedi ricomincia, lungo le sponde di quell'enorme mare di gente che mi guarda e che spesso si meraviglia. Che bello, c'è ancora qualcuno capace di meravigliarsi. Ma stasera, dal mio lettino, prima di addormentarmi, ti cercherò nel Cielo e ti saluterò. Come due vecchi amici. A presto.
http://www.youtube.com/watch?v=I56E09RGNDQ Buon ascolto.
1 commento:
Che bello G!!!!!!Puccio
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