
Una sola parola e tanti significati. La mia Luna è piuttosto fredda, oggi, ma riparata dallo sferzante vento che vedo soffiare sul pianeta che mi sta di fronte. Esperienza vuol dire un mucchio di cose, ma possiede due significati, secondo me preponderanti. Il primo è quello legato al passato, all'aver fatto per l'appunto "esperienza" di qualcosa; il secondo è legato al presente, cioè ad una situazione che stiamo vivendo nel momento in cui la sottoponiamo ad una analisi, partendo dai nostri comportamenti. Tutte e due le possibilità hanno a che fare con il vissuto, con la carne e con i sensi. Per questo io odio ed ho sempre rifiutato le cose virtuali, quelle che sono, ma non accadono mai, quelle che si costruiscono, ma non sono niente di reale. Proprio perchè sostituiscono un'esistenza, talvolta vuota o deludente. Ecco perchè ci si rifugia troppo spesso nel virtuale, nell'inconsistente. Perchè l'inconsistente non schiaccia o non travolge, al massimo ipnotizza e condiziona dolcemente, regalando uno stato di beatitudine, che nasconde il disagio di un isolamento forzato o autoindotto. Rimanere soli è un'esperienza vera, perchè ci si costringe all'ascolto delle nostre parole, quelle più interne, che la bocca non è in grado di pronunciare. Quando ci si tuffa dentro un mondo che non esiste, si comincia a vivere la vita di un'altro, ci si abitua a dispensare a sè stessi attimi e sensazioni che non corrispondono a nessuna realtà. Tutto viene percepito come valido, come possibile, niente è vietato. E più ci si allontana dalla nostra percezione reale della vita, più si dà atto a sè stessi ed agli altri che quella vita noi la rifiutiamo totalmente, che non vorremmo esserci, ma che malgrado questo ci tocca mandarla avanti. E ci riduciamo ad attori di un dramma, che hanno creato per sè stessi un alter ego, nel vano tentativo di sembrare felici e differenti da come gli altri ci vedono. Io invece rimango qua, seduto nella vita reale, con i miei insuccessi, le mie contraddizioni, le mie sconfitte e tutti i miei tentativi. Tutta la mia forza. Ma non ho paura. Non voglio una vita di plastica, in cui tutto è perfettamente corrispondente ai sogni, altrimenti i sogni smettono di avere la loro importanza e cominciano a confondersi con il resto. Un giorno loro si avvereranno, ma grazie al sudore della mia fronte. Non voglio essere qualcun altro. Voglio solo essere quello che sono e lo sarò, fino in fondo. A costo di soffrire ancora per il mio essere fatto così, vero, unico, irreplicabile. Non virtualizzabile. La vita reale è molto meglio di tutte le piccole finzioni. Le finzioni virtuali servono agli infelici per rimpiangere ciò che hanno perduto.
http://www.youtube.com/watch?v=s=DQZUNYg5U Buon ascolto.
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