venerdì 18 dicembre 2009

Giorno 17: Speranza


Stasera, nonostante gli acciacchi da falso ventisettenne e la neve che sta prepotentemente trasformando Prato in Trondheim, mi sento un filo ottimista e voglio condividerlo con te, che adesso posso vedere intenta a guardarmi dalla Terra, come fossi in attesa di una stella che cade e di una preghiera da esaudire. Credo di essere piuttosto in linea con quanto pensavo ieri sera a proposito della rinascita. Sarà che Natale si avvicina e con esso il mio ritorno da questa Luna sul mio pianeta, ma stasera mi sento davvero tanto sereno, speranzoso. Le piccole cose della vita, in questi ultimi due mesi, non han preso la piega che mi sarei aspettato, ma per questo so di dover rimproverare solo me stesso e, male che vada, qualche parolina di troppo di persone che avevo accanto e che hanno aperto la bocca per farci passare un po' d'aria. Poco male. Io sono ancora qua e sono carico di doni natalizi, tutti ovviamente per il sottoscritto. Questo Natale voglio essere spudoratamente egoista e dedicarlo a me stesso. Posso? Non sei tu a dover rispondere, che l'egoismo lo conosci abbastanza bene: ma non sarò soltanto così autoreferenziale, in opposizione io sarò anche molto ma molto generoso nel perdonare tutti coloro che, in questo periodo, hanno fatto di tutto per mettermi alla prova e farmi saltare i nervi. NON CI SIETE RIUSCITI. Io sono più forte di tutti voi e voi non siete altro che un ammasso informe di infelicità e frustrazione. Evidentemente, se venite a scocciare me con le vostre rimostranze da quattro soldi, se in me trovate il capro espiatorio delle vostre innumerevoli mancanze, significa proprio che non avete una vita di quelle che si possa ricordare. Tutto qua. Stasera per me la speranza è questo, una cosa cattiva, perchè si sa, a me piace mescolare i gusti. La speranza è che voi siate certo felici, nelle vostre esistenze strette e poverelle, che vi costringono al rifugio in improbabili mondi virtuali e senza regole, che vi costringono a cambiare luoghi e tempi delle vostre azioni perchè avete paura dei legami; ma spero anche che guardiate bene il mio sorriso, stanco ed acciaccato, da laggiù e vi rendiate conto che non mi avete fatto un beneamato piffero. Io magari non avrò niente di particolare, magari proprio niente di mio mio, ma sono sereno e ho riacquistato la speranza. Ci avete provato e avete fallito ancora una volta. Allora, sapete cosa vi dico? State rifugiati nelle vostre vite alternative, dentro le vostre idee e nelle visioni distorte di questo mondo. Vi guarderò da quassù, come ascessi patetici di una umanità che, in fondo, vi rifiuta come può, perchè non sapete vivere fra gli altri. Mi vedete solo? Non sono mai stato più in compagnia di adesso. Giuro. Anche se le cose vanno ancora così e così, anche se ci sono notti difficili da affrontare e qualche malinconia, io mi sento libero, mi sento pronto. Pronto per ricominciare. Sotto a chi tocca.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

When you were young and your heart was an open book
You used to say life and let life
(you know you did, you know you did you know you did)
But in this ever changing world in which we live in
Makes you give in and cry
Say live and let die

Gianluca ha detto...

Misterioso ed anonimo avventore, grazie per essere passato/a e aver lasciato una traccia.