
Non credo che continuerò a lungo a sfruttare questa coda dei doppi termini. Ma qualità e quantità sono grandezze irrimediabilmente legate fra di loro, soprattutto quando lo sguardo volontariamente disattento di qualche furbacchione fa di tutto per confonderle e far fare ai bravi uomini dell'altro secolo, le figure fra le più meschine del creato. Eh sì, perchè in questa tumultuosa società, che grazie a Dio ho abbandonato da qualche tempo e lontano dalla quale starò ancora per qualche giorno, qualche cattivo maestro ha tentato di insegnarci che spesso e volentieri la quantità può sopperire alla qualità, addirittura soppiantare la funzione del pregio, in favore di una inondazione incontrollata di materia. L'aspetto più orribile di questo misunderstanding è da ravvisare senz'altro nella questione sentimenti. Fermo restando che, da che mondo è mondo, esistono persone che confondono sistematicamente qualità e quantità per un proprio tornaconto personale, i restanti cercano di adeguarsi alla massa, coprendo sè stessi di un oro che non luccica e di cui non sono affatto proprietari. La maggiore svendita degli aspetti qualitativi, me tapino, è proprio nelle parole d'amore. Siamo portati a pensare che il ripetere sistematicamente le solite tre parole sia un rafforzativo reale e concreto a sentimenti spesso e volentieri zoppicanti per altre ragioni. E' un po' come se si ripetesse un mantra, per autoconvicersi che le cose stiano effettivamente in quel modo. "Dio, quanto ti amo!" oppure "Lo sai che non c'è niente di più bello di te?" o anche "Sei la cosa più bella che io abbia!". Ora, io non dico che sia impossibile provare certe cose, ma credo altresì che la ripetizione senza soluzione di continuità di concetti importanti come questi appena espressi, li svilisca, ne annulli l'effetto. Se certe parole vengono pronunciate per esprimere uno stato d'animo allora esse devono essere accolte, comprese, festeggiate. Se devono essere conficcate come paletti di legno in una struttura traballante, allora meglio lasciarle fra la laringe ed il palato e lasciare spazio a cose più leggere, ma non per questo meno vere. Altrimenti la pletora di detti diventa una valanga di menzogne, per il semplice fatto che non solo si è esagerato nel pronunciarle al momento sbagliato, ma anche perchè in fondo non si sono mai pensate. Le abbiamo dette, ma erano solo dei pezzi di nastro adesivo che cercano di tenere insieme una torre di mattoni. Il silenzio è un ottimo segno della qualità di un sentimento e vada per la quantità, anche. Sono buono. A patto che la quantità riguardi solo il coraggio di mantenere un giudizio di valore ed una posizione assunta coscientemente di fronte al cuore di qualcuno che ti dona la propria fiducia.
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