domenica 20 dicembre 2009

Giorno 19: Umiltà


Stasera è una serata strana. Fredda, ferma, illuminata dai bagliori delle stelle. Un clima familiare. Sto preparando il mio sacco, mi metto avanti con il lavoro. Fra poco tornerò sulla Terra. Sono commosso, perchè lascio questa mia Luna, che con la sua semplicità, il silenzio, la terra e i suoi odori mi ha regalato momenti di grande compagnia e complicità. Ho pensato tanto, da quando sono quassù, ho vissuto momenti di incredibile intensità emotiva, li ho sentiti tutti. Lei ha curato le mie malinconie, le mie tristezze, asciugato le mie lacrime, chiarito i dubbi su me stesso. Se fra poco sembrerò un uomo diverso, lo dovrò anche a lei. Intanto, guardo la Terra alle mie spalle. Ti vedo, lo sai? Sei indaffarata, perchè Natale sta arrivando e tu hai tante cose da fare; ci sono un sacco di persone sorridenti che bussano alla tua porta, con grandi regali e grandi abbracci. Il Natale è magico, è un momento in cui, volente o nolente, ti trovi di fronte a te stesso e capisci un sacco di cose. A me quest'anno il Natale ha regalato la capacità di capire l'importanza di chiedere scusa e riconoscere i propri sbagli. Si dovrebbe chiamare Umiltà, questa attitudine, questa qualità che ci siamo dimenticati in tanti. Sono stato presuntuoso tante di quelle volte, durante l'ultimo anno. Incapace di riconoscere che la mia voce sovravastava le altre proclamando un erorre, più errori. E ripenso a tutta la mia esistenza sul Pianeta. Ti ho persa per tanti motivi, forse anche per le tue mezze verità, ma anche e soprattutto perchè non ho saputo chiederti scusa, quando dovevo e quando sbagliavo. Nella conta dei morti, da parte mia ho barato e di questo mi dispiace infinitamente. Avrei voluto che fosse andata diversamente, avrei voluto tante cose per me e per te. Continuerò a volerle, con tutto il mio cuore. Soltanto che non potremo vederle avverarsi insieme. Me lo dicesti tu, è la vita. E' vero e sono comunque contento che sia andata così, perchè ho imparato tante cose. Ho imparato ad attendere, ho imparato a guardarmi attentamente, a non violentare i miei sentimenti e le emozioni. Sono cresciuto e ho recuperato il dono della pazienza. Va bene così. Sono diventato più umile, più silenzioso. Non posso pretendere di avere sempre ragione, il più delle volte mi sbaglio, ma lo faccio solo perchè in quel modo mi sento meno escluso o meno lontano da tutti gli altri. L'Umiltà è silenzio e l'ho mantenuto; l'Umiltà è immobilità e l'ho conservata; l'Umiltà è un pianto seguito da un sorriso e li ho vissuti; l'Umiltà è l'attesa ed io ho atteso. L'Umiltà è amore. Ed io ho imparato.

Nessun commento: