
E così, il dramma si è inevitabilmente consumato. Nella fredda notte di Udine, alle 19.35, Eluana ha lasciato questa valle di lacrime e sofferenza. Abbandonandoci come meritiamo in mezzo ad un aula del Parlamento dove sono volati gli stracci e le sedie. Un minuto di silenzio e poi una guerra di insulti, provocazioni, botta e risposta da teatrino del melodramma. Eluana se n'è invece andata in silenzio, in punta di piedi, come era giusto che fosse. Ha lasciato la sua prigione ed è volata via. Ma non ha sofferto per la sua condizione penosa e difficile. Ha patito il nostro essere umani, che una volta le apparteneva nel senso più pieno del termine. Gli esseri umani sono capaci di cose meravigliose, ma l'intelligenza e la capacità di riflettere ne fanno anche gli animali più spregevoli e maledetti dell'intero creato. Abbiamo visto politici in forme di sciacalli ed avvoltoi spartirsi una carcassa ormai inerme per un interesse bieco, cieco e in definitiva del tutto personale, che niente ha a che fare con il bene comune. E adesso, tutti torneranno nelle loro case, sulle loro gambe e nessuno interrogherà il proprio animo su quanto successo, non vi saranno esami di coscienza di nessun genere da parte di nessuno. Questo è un paese che vive sulla paura e sulla minaccia. Della delinquenza comune, di quella organizzata. Del potere politico e delle gerarchie ecclesiastiche. Soprattutto delle ultime due. Ho più volte ripetuto di essere credente e lo confermo. E questa volta, pur non condividendo affatto il dettato teologico della Chiesa sulla cosiddetta pratica del "fine vita", non posso scaricare tutta la mia incomprensione sul Clero. Questo scempio sulla vita di una persona è stato compiuto da politici pavidi, che non hanno neanche la vaga idea di quale sia il proprio compito in quel palazzo dove mangiano e vivono a spese nostre. Fra quelli che hanno paura dell'eterna dannazione e quelli che fatta la legge troveranno l'inganno e qualche eurino sotto al cuscino, noi dobbiamo tutti i fiumi di inutili parole a questa classe di esseri abbietti che si dovrebbero dividere fra campi e prigioni, con tutto il rispetto per agricoltori e carcerati. Prima o poi sconteranno e verrà resa loro anche questa. Forse non hanno mai letto la parabola dei talenti. Ignoranti e malvagi.
Un giorno tutti sapremo la verità, ha scritto un mio amico. Ciao, Eluana.

