
Il tempo è una dimensione che sfugge, divisa come è fra quello biologico e quello interno a ciascuno di noi. Da un punto di vista fisico, noi viviamo il nostro tempo, nasciamo, cresciamo e moriamo come tutte le creature viventi. Quello che crea i maggiori problemi è sempre il tempo interno. A parte la banale constatazione che spesso non ci sentiamo di avere l'età che la nostra patente segnala (cosa vorrà poi dire? Non mi sento di avere 30 anni...cioè? C'è un manuale che indichi cosa si deve o non si deve percepire a 30 anni? Mah, non lo capisco e ovviamente rinuncio), non vedo come il tempo interno possa essere gestito in maniera consapevole. L'unica verità davvero grande è che noi non abbiamo mai il tempo per fare niente, persino quando siamo fermi immobili e chiusi nei nostri pensieri. Ci sembra sempre che stia per scadere il timer che abbiamo programmato per una qualsiasi attivitàn e non si tratta del tempo scandito dalle lancette. Dire ad esempio che entro una certa età si voglia fare una cosa piuttosto che un'altra corrisponde al porsi un inutile limite, che va aldilà della nostra capacità di gestione delle singole questioni quotidiane. Bisogna sempre fare attenzione a mettere delle scadenze, perchè il non rispettarle porta delle enormi delusioni e cali vertiginosi dell'autostima. Il tempo interno esige rispetto e l'unico modo di darglielo è quello di vivere istante per istante come se fosse una vita intera. Retorica? Direi di sì, ma la retorica è la maniera più efficace di esprimere un concetto. Un faro su un'emozione semplice. Bando all'ostracismo dell'arte di parlare. E veniamo alla seconda spinosa questione: il tempo nelle questioni di cuore. Dice che il tempo è un gran dottore: baggianate. Il tempo è come l'acqua per il vino, allunga e distorce il sapore e smorza l'effetto, ma comunque ti fa assumere qualche sostanza che acqua non è. Il tempo ti aiuta a trovare nuove occasioni, a porre delle distanze ultraterrene fra te e chi ti ha fatto soffrire, ma non cura niente. So che domani, come fra un anno, mi mancherai e non per quello che mi hai fatto, ma per i tuoi dolci occhi e la tua infinita timidezza. Poi ti sei un po' persa, hai lasciato correre, ti sei incattivita. Pazienza. Forse il tempo mi farà dimenticare questa tua trasmutazione e mi lascerà soltanto i bei ricordi, le cose a cui sono rimasto attaccato per un così breve tempo, ma che mi hanno regalato momenti di incredibile dolcezza. Ecco, il tempo è un setaccio: divide le parti inutili e lascia andare le sostanze reali. Io sono un poeta mancato e continuo a nutrirmi dell'inutile. Manca poco al mio ritorno sulla Terra. So che non ci incontreremo mai, ma soltanto il Tempo me lo dirà.
http://www.youtube.com/watch?v=XQSxwzOngMU Buon ascolto.
1 commento:
Pare proprio che ognuno di noi abbia un suo tempo: può un bradipo stare con un leopardo? Non so, ma forse possono essere amici.
Paola
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