lunedì 19 gennaio 2009

La musica del diavolo.


Durante le mie escursioni nella rete, mi è capitato in questi giorni di rileggere alcuni articoli sul fenomeno più o meno diffuso delle sette giovanili. Il fenomeno, che abbiamo come al solito importato come si farebbe con un prodotto alimentare, ha avuto particolare rilevanza riguardo alla vicenda delle cosiddette "Bestie di Satana", ovvero un gruppo di adolescenti della provincia lombarda, dediti al consumo massivo di alcol e droga e, cosa ancor più tragica, all'eliminazione fisica di quanti fra loro minacciassero l'abbandono di questa spettabile associazione ricreativa. Altra caratteristica subito citata da tutte le fonti di informazione è il fatto che i ragazzi ascoltassero e suonassero musica metal. E qua di fatto le cose si complicano. Dopo i fatti delle Bestie, molti mezzi di comunicazione hanno cominciato ad insinuare (neanche tanto implicitamente) il balordo sospetto che fosse proprio la musica a condizionare o addirittura determinare certi comportamenti nefasti. In questo greve modo di fare del giornalismo sono stati supportati da fior fior di filosofi e sociologi da salotto, i quali si sono sbracciati per denunciare la malvagità della musica metal ed il suo carattere sicuramente distruttivo sulle menti di questi poveri, indifesi ragazzini.


Cominciamo allora a preoccuparci, perchè siamo arrivati di nuovo a parlare di Inquisizione e non sto esagerando. Il meccanismo è lo stesso: se la strega, cadendo nel burrone non si salva, era innocente, se vola era chiaramente una strega. Lo stesso ragionamento vale per la musica metal, che è musica nel momento in cui è tendenzialmente innocua, ma diviene addirittura strumento di ipnosi quando casualmente la ascoltano degli assassini. La questione in questo caso è che i media tentano di giustificare quella colpevole negligenza di famiglie che dei figli non si interessano finchè essi non siano diventati assassini o siano morti. Questa società copre le colpe del disinteresse totale di persone che mettono al mondo altri esseri umani e non se ne curano, facendone di fatto bestie allo stato brado. Satana c'entra poco o niente. Anzi, forse no. Perchè il Diavolo, cioè l'entità che divide, si trova in tutti quegli atteggiamenti che producono incomprensioni e mancanze di dialogo all'interno delle famiglie. Non conoscere i propri figli, così come non avere rispetto per i genitori è il frutto di un insecchimento della capacità di confrontarsi, dovuto sempre alla paura di conoscere qualche cosa che sia diverso da noi, anche se si tratta del proprio sangue. Così i figli crescono nel modo in cui ritengono più opportuno, fanno gruppo, cioè creano la famiglia che non hanno mai avuto e cercano lo sfogo attraverso stupefacenti e quant'altro. Lungi da me l'idea che siano vittime: il dialogo è una cosa che si fa fra due parti, quindi le colpe della sua mancanza devono essere equamente distribuite. Certo la mancanza di una educazione da parte della famiglia è l'inizio di una spirale infinita ed è una colpa che non trova un pari. Ma ognuno di noi ha una testa per capire quando si giunge al limite e quando sia opportuno fermarsi.


In tutto questo cosa c'entra il metal? Niente, appunto. Ce lo mettono per forza, tutti quanti. La musica metal è musica come le altre, coloro che la compongono sono uomini di spettacolo, che non fanno affatto proselitismo o preghiere per sette spontanee. Fanno arte, anche se per qualcuno in maniera discutibile. E' intrattenimento puro e semplice, con la sua durezza, con le sue fantasie al limite, ma è solo uno dei tanti carrozzoni.
Ho comprato il mio primo cd con i miei risparmi ad 11 anni e sapete? Era Master of Puppets dei Metallica, di cui metto la copertina in testa all'articolo. Ma la cosa divertente sapete qual è? E' che non ho ancora ucciso nessun mio amico e la motivazione è semplice: ho una famiglia che mi ha educato a vedere le cose nella loro esatta proporzione, che mi ha insegnato ad avere occhio critico e disincantato e a prendere la vita per quel che è. Senza accusare la vita delle mie mancanze.

1 commento:

Unknown ha detto...

Molti serial killer nella storia si ispiravano alla musica classica tra l'altro... il problema non è tanto nei media. Loro sfruttano soltanto l'ignoranza e la demenza della maggior parte del pubblico/popolo italiano