venerdì 23 gennaio 2009

Una canzone per commuovere.


Ci sono alcuni motivi per cui io ritenga che, nei confronti della cosiddetta musica popolare, molti esperti del settore e musicologi stiano compiendo una grande ingiustizia. Anzitutto essi partono da un errore prodotto in maniera volontaria e volutamente distorta, cioè identificare la musica pop (che altro non è che l'abbreviazione di popolare) con quella che viene in gergo definita musica commerciale. Purtroppo il termine "commerciale" ha assunto inspiegabilmente una valenza negativa, con ciò negando di fatto che esso significa letteralmente "posizionato sul mercato al fine di una contrattazione". Insomma, se un prodotto musicale vende, deve essere per forza un prodotto scadente. Questa equivalenza è costata a band "pure e dure" come i Metallica lunghe polemiche con fans e critici musicali, a partire dal fatto che essi avessero prodotto una album (Metallica, 1991) che ha registrato un record di vendite a livello mondiale. Da quel momento i quattro musicisti californiani sono irragionevolmente passati dallo status di icona del metal a boyband venduta alle major. Quando invece, se qualcuno avesse ascoltato con attenzione il disco, si sarebbe accorto che è uno dei più belli esempi di arte musicale degli ultimi 30 anni.

Metallica a parte, me la prendo con chi, soprattutto in Italia, vuole fare l'alternativo a tutti i costi, senza fermarsi sulle qualità intrinseche delle singole opere. Valutare un disco per il numero di pezzi che escono da uno store è quantomeno riduttivo. Nell'analisi musicale si deve tener conto di una serie di fattori tecnici di cui, accecati critici dell'ultima ora, sembrano voler fare a meno. Come insegnava Barthes, non è il pezzo in sè a determinare la propria bontà. Il canto, ad esempio, esce da un sostegno fisico, il corpo, che ne altera di volta in volta le caratteristiche. Il passaggio dell'aria dalla laringe e nel cavo orale, produce una differenziazione di ciò che si definisce "grana"; da postura e respiro dipendono timbro e tonalità. Il corpo è uno strumento musicale e troppo spesso questo viene ignorato.

Ho ascoltato l'ultimo pezzo inedito di Tiziano Ferro. Si intitola "Il regalo più grande" e ve ne consiglio l'ascolto attento. Il povero Ferro è uno di quelli che prende più accidenti da tutti gli scienziati musicali italiani, perchè vende in tutto il mondo milioni di dischi. Ora, ammetto che non sia molto il mio genere, ma per una questione di gusto tutta personale. Non è certo verità assoluta. Ma Tiziano è un ragazzo che cantando ci mette davvero tutto il suo corpo. E tira fuori delle cose che, senza timore, possono candidarsi a divenire esempi del bel canto italiano.
Buon ascolto.

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