venerdì 16 gennaio 2009

La forza dei desideri.


Da quando scrivo su questo mio piccolo diario (qualcuno mi ha detto che scrivo proprio tanto, ma la mia è una esigenza palese di esprimermi ed invitare qualcuno alla riflessione) ho pensato molto a quali siano le aspirazioni ed i miei sogni, in questa breve avventura che il Cielo ci ha concesso. A causa di molte congiunture sfavorevoli e di un cambio radicale di ritmi e priorità delle collettività in cui siamo inseriti, attività come la ricerca di un lavoro sono spesso sacrificate, per un ragazzo giovane come me, all'esigenza di mettere da parte qualche spicciolo al fine di potersi pensare indipendenti ed alimentare i propri sogni. Dunque si è in qualche modo costretti a fare qualcosa che non ci piace per sperare di fare qualcosa in futuro a cui si aspira o per il quale ci si è preparati anche magari con un percorso di studi che tanti ritenevano strano ed inconcludente. Come è successo a me. Con coscienza ho affrontato un corso di laurea specialistica molto difficile, fra i più complessi ed articolati nell'ateneo bolognese. Ricordo che persino i colleghi di filosofia mi guardavano in maniera strana. Ma ho voluto farlo, perchè nella semiotica io ho trovato la mia passione vera e profonda per la bellezza del mondo e delle sue cose. Ho potuto conoscere il pensiero di persone lontane dal mio modo di vivere e di vedere l'esistenza, ho studiato nuovamente classici, filosofi di cui avevo dimenticato il nome e l'opera. Poi per quasi tre anni, anche mentre studiavo ho fatto l'agente di commercio. Ho venduto di tutto: telefonini, stampanti, computer, condizionatori d'aria, televisori, profumi, scarpe, mobili, abbonamenti telefonici. Ho imparato un lavoro, ho messo da parte dei soldi. Niente a che vedere con ciò che desideravo, ma ho imparato che non è sempre vero. Perchè ho appreso i tanti modi di parlare con le persone, di entrare nelle loro menti e nei loro cuori, di cercare i loro motivi di insoddisfazione e provare a tramutarli in convinzione e positiva aspettativa. Forse ho fatto ciò che ho sempre desiderato e me ne sono accorto tardi. Ma forse è proprio per questo che in tutto quello che ho fatto ci ho messo il mio 100%, con convinzione, volontà, serenità e determinazione. Perchè non importa davvero quello che fai o per quanti soldi tu lo faccia. Conta che sia un vero arricchimento ed una vera fonte di crescita. Seguendo lo slogan di una nota marca di abbigliamento sportivo di cui non faccio il nome, la Nike (questa l'ho rubata ad Ezio Greggio):

DO IT.

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