martedì 13 gennaio 2009

Amore e abitudine.


"L'amore, come un corso d'acqua, deve essere in continuo movimento, ed è proprio per quello che tu fai con me. Ma che cosa accade alla maggioranza delle coppie? Credono che le acque del fiume scorrano per sempre, e non se ne preoccupano più. Poi arriva l'inverno, e le acque gelano. Solo allora comprendono che niente, in questa vita, è assolutamente garantito".

Kahil Gibran.


Rileggendo alcuni passi di uno degli scrittori più amati e consultati della letteratura, viene a volte da pensare che le nostre incursioni nella fiaba amorosa siano a volte prive di quel lume che rende ragione della loro esistenza e durata nel tempo. Con il suo poetico incedere, Gibran ci presenta uno dei più comuni mali della vita nella coppia e nel mondo: la forza dell'abitudine. Una forza che più di ogni altra devasta il sentimento di sorpresa che alimenta la curiosità di conoscersi piano piano. Purtroppo oggi più di una volta si da per scontata la bellezza di una favola di amore, si lascia che tutto scorra sotto i nostri piedi, perchè ci si sente impegnati a mantenere una facciata di una vita che non lo contempli. L'amore passa in secondo piano e diviene abitudine perchè noi colpevolmente ci mettiamo nella posizione di renderlo ininfluente rispetto agli esiti delle nostre vite. E spesso incolpiamo la società delle nostre debolezze, il fatto che non possiamo avere fiducia nel nostro amore perchè questa collettività ci impone di non starlo a sentire, di non coltivarlo di non rendergli giustizia.

Riduciamo tutta la responsabilità delle nostre azioni alla nobile sfera erotica, troppe volte ingiustamente accusata di essere la causa della fine di storie pluriennali. Il sesso non c'entra niente con l'impegno che noi dobbiamo profondere affinchè l'amore porti colori nella nostra vita, affinchè non diventi solo un paio di pantofole ed un divano. Se poi accade, che siano comodità gioiose, vissute con la volontà di ottenere risarcimento delle fatiche nelle braccia di qualcuno che davvero amiamo. Sotto un plaid, mano nella mano, dopo una lunga giornata lontani. Ieri come allora, come sempre, come quello che chiamano il vero amore.


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