lunedì 19 gennaio 2009

L'amore visto da un bimbo.


Un post anomalo, perdonatemi, deve essere l'ora. Sono qua, nel mio lettino, dopo una giornata abbastanza difficile a caccia di un lavoro con il solo mezzo con cui sia possibile farlo oggi, Internet. E sono ancora davanti al mio pc, pensando alle occasioni della vita e a quanto conti essere persona di principi in questo mondo che va a catafascio. Cercare lavoro in questo mondo di oggi è un'attività che in maniera singolare ti fa riflettere su una marea di aspetti della tua vita e del tuo carattere. Ogni volta che fai un colloquio o che invii un curriculum, si affina necessariamente il tuo modo di presentarti e di porti dinanzi a persone che non conosci o che in taluni casi non vedi neanche. Le risposte, cioè i feedback producono una sorta di personale tracciabilità comportamentale che ti dà l'occasione di ri-parametrare aspettative e richieste, secondo una più concreta visione del mondo.

L'amore funziona più o meno nello stesso modo. Le esperienze che ciascuno di noi vive o tenta di vivere ci mettono nella condizione di avere un bagaglio di vissuto che dobbiamo mettere a frutto, se vogliamo aspirare davvero a cercare in maniera risoluta qualcosa che faccia davvero per noi. Ma come nei colloqui di lavoro le cose importanti sono due: la coerenza con sè stessi e l'attenzione alle parole. Ora io non sono un gran amatore nè un gran conoscitore di donne, ho la mia modesta esperienza e non me ne vanto con gli amici, è una cosa lontana dal mio modo di essere. So di avere commesso molti errori nel mio passato sentimentale, di essermi fidato quando non dovevo e di non averlo fatto quando invece sarebbe stato il caso. Ma non ho mai sprecato parole, non le ho mai dette perchè dovevo fare il botto in un determinato momento o perchè dovevo salvare la faccia a suon di scuse. Nè ho mai giocato partite su due tavoli, attendendo che si palesasse l'occasione più ghiotta fra le varie proposte. Sono sempre stato irrimediabilmente sincero, onesto, leale, senza averne paura, sapendo che comunque queste caratteristiche avrebbero fatto di me un single, presto o tardi. Perchè comunque sono fiero di ritenermi un uomo all'antica, che basa il suo comportamento su dei solidi principi, che al giono d'oggi prendono sempre più spesso il largo per non fare più ritorno. Se questo vorrà dire che devo rimanere da solo allora sono fiero di rimanere solo. Ma non posso e non baratterò mai la mia integrità con atteggiamenti profondamente egoisti, deviati, quasi casuali. Dire a qualcuno di essere innamorato è una presa di posizione che merita un rispetto enorme, un passo che non si fa alla leggera. In queste parole si rifugia un universo di premesse ed intenzioni concrete che solo un animo cosciente di perseguirle può permettersi il lusso di pronunciare le fatidiche due paroline. Che oggi sono diventate lo sfondo romantico di una qualsiasi scatola di cioccolatini. E noi, come tanti gianduiotti, ci accontentiamo di papparci tutto quello che troviamo, inconsapevoli che prima o poi la scatola di bon bon sarà vuota. E se invece di mangiarli, imparassimo a farli? Sarebbe un mondo perfetto, in cui tutti han capito cosa significhi amare davvero. Buonanotte, suonatori.

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