
Ogni tanto mi capita di avere dei confronti più o meno accesi con persone più grandi di me, anche di pochi anni. Spesso sono persone stanche, deluse dalla vita, sempre di fretta e che si fanno carico del mondo sulle spalle per espiare una colpa della quale si sentono reponsabili. E desiderano solamente morire. Dicono di essere calme, sicure, controllate. La loro vita invece va a rotoli e non si rendono conto che la loro età anagrafica non corrisponde a quella reale, in due sensi.
Per prima cosa sono più piccoli da un punto di vista emotivo e sentimentale, perchè in questa corsa forsennata l'unico sentimento che li domina è la paura di stare soli. Non crescono, pensando invece che l'esperienza di vita di per sè stessa costituisca una maturazione, il che, detto per inciso è una pura illusione. D'altro canto invecchiano precocemente nell'aspetto psicologico, perchè pensano alla loro vita come univocamente determinata dal caos e dal caso (che come faceva notare giustamente Luciano De Crescenzo sono la stessa parola) e quindi le corrono appresso come se stessero per perdere un treno che non arriva mai e che forse neanche esiste.
Ecco, io talvolta guardo divertito queste persone e a loro faccio una domanda: ma dove andate? E chi siete? Lo sapete? La risposta è una. Non ci si può fermare, altrimenti è finita. Non ci si può godere una emozione, per positiva o negativa che sia, non ci si può stringere ad una persona amica o amata, non si ha il tempo. Si deve far fruttare il nulla, si deve sacrificare la propria serenità al buio. Nessuna di queste persone è capace di affrontare i propri problemi con serenità; loro stesse imputano la loro mancanza alla mancanza di tempo. Scuse. Anche banali. La paura di conoscersi per ciò che si è e di riprendersi da dove ci si era lasciati è il più grosso deterrente che ci possa essere. Io sono una persona con un miliardo di difetti, imprecisa, sprecona, presuntuosa, irascibile, distratta. Ma su una cosa so di essere avanti nel conto: so prendermi le mie responsabilità. So che quando sbaglio o quando non sto bene devo chiedere aiuto. E che devo fare di tutto per non rimanere nella condizione dell'oppresso da sè stesso. E' così che si cresce nella vita. Il tempo per vivere lo si deve trovare. Altrimenti che tutti si comprino una corda e trovino una trave. E mettano fine alla recita che portano avanti.
2 commenti:
Complimenti Gia' sempre profondo...
Un abbraccio
Laura
Laura, grazie per il tuo intervento. Approfitto per ringraziarti di tutto quello che hai fatto per me nei giorni in cui ero tuo ospite. Non credo che ci rivedremo più, sono successe delle cose che tu sicuramente avrai saputo. Saluta Cristian.
Un abbraccio forte forte.
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