mercoledì 24 marzo 2010

Raccontami una favola.


Ci sono quelle sere, quelle sere d'inverno, fredde e pungenti, immerse nelle metropoli nebbiose e piene di decorazioni di Natale, quelle sere in cui di uscire proprio non ti va. E allora che facciamo? Stiamo insieme, questa ultima sera, prima che domani il treno ci separi ancora una volta. 
Ecco, scendo io un attimo al supermercato e vado a prendere qualcosa da mangiare e un grande vasetto di gelato, ce lo mangiamo insieme e parliamo un po', abbracciati. Spegneremo tutte le luci, così nessuno saprà di noi prima dell'alba, solo qualche candela. Mentre aspetto l'ascensore penso a quanto già mi mancherà tutto questo calore, tutta questa familiarità, questo fare casa in una casa che neanche ci appartiene, su di un letto che altri hanno comprato e che alla tua partenza, probabilmente venderanno. 
Nel supermercato mi fermo davanti ad ogni singolo scaffale e cerco sorridendo le cose che ti piacciono di più. Penso ai tuoi occhi felici quando mangi, come una bambina piccola che pranza con i genitori in una assolata domenica di primavera. E penso che il tuo sorriso per me vale doppio, in questo gelido martedì d'inverno. E mentre io pago, tu sei lassù, che fingi di impegnarti nelle tue cose per non sentire la malinconia e la tristezza che un po' ci prende sempre in sere come queste. Quando torno su non fai che abbracciarmi,  ridere,  venirmi dietro in tutte le stanze, per vedere ogni singolo gesto che compio, ogni cosa che tu possa imprimere nella tua mente. Ma sai che se incontrerai i miei occhi piangerai ed io non voglio. 
Adesso vieni qua, fra le mie braccia. Sei stanca, lo vedo. Voglio raccontarti una favola, come si fa con i bambini che non prendono sonno. Ma la tua testa, appoggiata su di me, è già pesante. Sei crollata, alla fine. Non abbiamo avuto neanche il tempo di salutarci. Speriamo che domani all'alba tu possa sentire il mio bacio, anche se starai ancora dormendo. Un bacio ed un arrivederci a presto.

3 commenti:

Occhi blu ha detto...

Poesia o realtà?
Te lo chiedo non per essere invadente, ma perché se il tuo post è unicamente frutto della tua fantasia sei veramente bravo a parlare di sentimenti, giovane uomo come sei.

Gianluca ha detto...

Occhi Blu,
niente in questo blog è unicamente frutto della mia fantasia, ma non nel senso che tutto ciò che scrivo, lo abbia necessariamente vissuto nella maniera in cui i fatti si narrano.
Sono convinto che siamo degli enormi collettori di tante cose, come ho avuto modo di scrivere. Siamo delle rocce nelle quali la vita e le emozioni si sedimentano, lasciano la traccia delle epoche della nostra esistenza.
Non è una risposta evasiva o diplomatica, lungi da me l'essere retorico. Il mio post è il frutto di una improvvisazione, fatta ieri sera dopo cena, ascoltando "Amore raccontami" di Franscesco Renga. Ci sono anche io, ma non solo, nelle mie parole. C'è soprattutto quello che ciascuno di noi sente, ma raramente riesce ad esprimere. Io ci provo. Felice di sapere che per te io ci riesca bene.
Un abbraccio.

Occhi blu ha detto...

Ti posso dare un consiglio, Gianluca?
Comincia a scrivere qualcosa sotto forma di racconti o di romanzo breve da poter sottoporre a qualcuno per un'eventuale pubblicazione.
So che è difficile trovare l'editore che crede nel nuovo scrittore, ma ci sono anche case editoriali più piccole che hanno un business di tipo diverso.
Ne ricordo una in particolare il cui indirizzo devo aver conservato da qualche parte.
Se vuoi stasera a casa lo cerco e domani te lo dico.
Ripeto: scrivi bene ed è un piacere leggerti.