Vi è mai capitato di guardare un film almeno una volta al mese? Perchè lo trovate commovente, irresistibilmente divertente o per qualsiasi altra ragione? A me capita spesso con i film di Leonardo Pieraccioni, non tutti, ma sicuramente i primi tre, con "Il paradiso all'improvviso" e in misura minore con "Ti amo in tutte le lingue del mondo". Al di là dell'indubbia vena comica che contraddistingue i lavori del regista toscano, mi sono sempre chiesto come mai i suoi film abbiano attirato una così ampia fetta di pubblico, creando una fidelizzazione, successiva alla prima visione nelle sale cinematografiche. Insomma, come mai guardiamo e riguardiamo film come "Il ciclone"? Io non sono un "toscano ad oltranza", cioè uno di quelli che dice che qualsiasi cosa venga dalla regione in cui abito, sia un esempio di virtù o un capolavoro di arte, ma devo ammettere che i lavori di Pieraccioni sono riusciti a conquistare in maniera continua anche chi toscano non è, ovvero chi non sia particolarmente affezionato al genere della commedia romantica all'italiana. Credo che Pieraccioni abbia essenzialmente tre meriti nella costruzione delle sue storie cinematografiche.
Il primo è che non fa politica, né demagogia sui temi sociali, né si attacca a situazioni pretestuose per fare discorsi etici o morali. Racconta delle favole, in maniera pura e scanzonata, con l'ausilio sempre ben riuscito, di ottimi temi musicali e composizioni che rimangono in testa come fossero delle canzoncine per bambini; sono anch'esse giocose, spensierate, leggere e leggiadre.
Il secondo merito è senz'altro quello di rendere "familiare" il campo dell'azione entro il quale si svolgono le vicende narrate: sarà che, ad esempio, "I laureati" offre scorci di Firenze ben noti a chi vi abita o a chi la frequenta, ma in genere il regista riesce comunque a farci stare a nostro agio all'interno delle cornici che sceglie per raccontare le sue favole. Non c'è mai un luogo brutto alla vista, sono tutti dotati di un calore accogliente e di un fascino romantico. In questo si deve senza dubbio ammettere una complicità della stagione in cui Pieraccioni gira i film (solitamente le riprese vengono fatte nel periodo di Maggio e Giugno, sfruttando quindi la primavera, il sole quasi perenne, le giornate che durano molto a lungo).
La terza caratteristica importante sono i personaggi che lui crea: sono figure vicine al nostro vissuto, gente normale, che fa mestieri normali e che è in cerca di emozioni normali. Non c'è un personaggio dei suoi film che vada all'inseguimento di fantasmi nefasti del passato, di situazioni sentimentali guaste o impossibili da gestire. La semplicità dei sentimenti in gioco è un valore fondante della tecnica narrativa di Pieraccioni. Il tutto condito da volti noti, un'atmosfera familiare sui set, a detta degli stessi protagonisti dei film, una scelta sempre ben azzeccata delle protagoniste femminili, spesso (o sempre) latino americane, e comunque straniere (sarà una passione di Pieraccioni?). Insomma, la leggerezza che ci vuole, ogni tanto. La capacità di pensare che certe volte le storie che viviamo siano più romantiche e più "incarnate" di quanto questo nuovo mondo, fatto di connessioni impalpabili, ci consenta di vedere e comprendere. Un mix affascinante, che diventa una specie di festosa ricorrenza, nelle sere tiepide di tarda primavera, quando la mente cerca il sogno e il sogno è l'amore.

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