mercoledì 17 marzo 2010

Non sarà un giorno perfetto, ma è il mio! (in foto il mio amore).



Sublime, avrebbe detto l'ispettore Callaghan, il mai troppo tosto Clint Eastwood di quasi quarant'anni fa. La giornata si è aperta con una gradita conversazione telefonica. Per rimanere in tema di film, credo si sia svolta sempre sull'onda del famoso motto di Charles Kane in "Quarto potere", che amava ricordarci che: "C'è un'unica persona che può decidere il mio destino e quella persona sono io". Fortunatamente, almeno per adesso, dall'altro capo del telefono c'era una persona davvero cortese e disponibile. Bene. La giornata prosegue con una session selvaggia di pulizie casalinghe, che hanno come risultato quello di vedere splendere superfici vitree e lignee (stasera mi assaporo ogni singolo termine, come fosse un cioccolatino) sotto i colpi possenti del mio panno in microfibra. Sono l'uomo ideale, mamma me lo dice sempre. Il tutto, ovviamente condito dall'immancabile Ipod nelle orecchie, al ritmo de "La dura legge del gol".
Noi, abbiam capito tutto, è un po' come nel calcio. E' la dura legge del gol, gli altri segneranno, però che spettacolo quando giochiamo noi, non molliamo mai.
Perchè sarà anche da crisi post-adolescenziale, ma fanculo, è superbamente vero. Gli altri pensano di fare i furbi e di avere tutto facile, ma se la sognano la mia classe quando mi metto in testa una cosa. C'è poco da fare: la vita è questione di stile. Anche nel fare le pulizie. Ed io di classe ne ho da stravendere. Il mio panno ve lo può assolutamente confermare. Dopodichè (che il mio correttore segna come errore se lo scrivo tutto attaccato, io non me lo ricordo e per questo ringrazio sentitamente per anni ed anni di studi il sistema scolastico italiano) mi sono dato al bricolage estremo, riportando alla vita un tavolino di legno ed un orcio portavasi in argilla grezza. E la soddisfazione è tanta, anche là. So fare tutto, la donna che mi becca dovrà piangere di gioia (lo sapete che io sono vagamente autocelebrativo, no? Quindi non fate quelle facce snob).
Poi, grazie al cielo, notiziona alle ore 19.00: il comune di Roma ha ricevuto la mia domanda per il concorso, anche se ho dovuto aspettare solo 13 giorni per la ricevuta di ritorno della raccomandata, ma d'altra parte la posta la consegnano col cavallo in Italia, no? Chissene, ho il pezzo di carta, il resto conta zero o numero negativo a vostra scelta. E come si conclude questa giornata sensazionale? Con il mio amore che mi canta il suo grido di libertà, con la sua bellissima bocca ed il suo temperamento catalano di fuoco. No, non sto con una spagnola ed anche se notoriamente mi piacciono le donne un po' più grandi di me, Monserrat Caballe è del 1933 e forse sono un po' fuori portata. Fa lo stesso, lei è in grado di eccitarmi e farmi commuovere, ergo io la amo. Altre donne, imparate.
Dice, ma in tutto questo stai dando un senso alla tua vita? Progetti, fai, brighi o sbrighi?
Eccome. 
Ho persino un biglietto ferroviario nella tasca interna del cappotto, comprato oggi pomeriggio. 
Chissà dove porta. Chissà.

2 commenti:

Occhi blu ha detto...

Ricordi bene, Gianluca, "dopodiché" si scrive tutto attaccato, ma il correttore non lo accetta per il tuo accento grave e non acuto (ho appreso queste sottigliezze ad un corso di dizione all'interno di un corso di teatro).
Ciao e complimenti per il blog: accattivante.

Gianluca ha detto...

Grazie, 0cchiblu. Sì, in realtà gli accenti non vengono corretti automaticamente e son tutti o quasi sbagliati, se hai notato. Ma mi fa una gran fatica correggerli. Grazie per i complimenti.
A presto.