Questione spinosissima, ma tema assai attuale, per cui non mi posso esimere dal tentare una riflessione. Il fatto puro e semplice è il seguente: un tribunale italiano ha condannato Google, proprietaria di Youtube, per aver messo on line il video di sevizie ad un disabile. Condanna della comunità internazionale, fischi, tre dirigenti giudicati colpevoli e così via. Come al solito, la partita si gioca sui confini, su quelli che noi chiamiamo limiti. Dove finisce la libertà di ciascuno ad esibire quanto ritiene in volere di esibire e dove comincia fattivamente il reato configurato, l'istigazione alla violenza, la produzione e diffusione di immagini e video a carattere di aggressione contro un essere umano?
Riflettiamo un momento su una cosa, anzi, ci rifletto io e me ne prendo la totale responsabilità. Convenendo sul fatto che i disabili hanno meno capacità di difendersi e sono biologicamente più fragili di noialtri cosiddetti "abili", non vedo perchè le violenze fra pari non suscitino il medesimo sdegno. E' una questione etica? Cioè, Golia che strapazza Davide è sempre una cosa che fa orrore? D'accordo, ma allora tutte le situazioni nelle quali chi subisce non è abile a reagire dovrebbero essere condannate. Faccio un paio di esempi estremi e in valore assoluto, ma che secondo me sono abbastanza calzanti. Così come un ragazzo Down fa fatica a rispondere alle botte di un suo coetaneo non disabile, accade anche che il disarmato non si possa difendere dall'armato, poichè il suo essere privo di strumenti di offesa, lo rende disabile o inabile. E allora? Dovrebbero essere tirati via dal web tutti i video che mostrano esecuzioni di ostaggi, prigionieri politici? Ancora: un poliziotto in tenuta antisommossa che per sbaglio becca un giornalista e lo scambia per un black block, menandolo di santa ragione, non è un altro esempio di abuso di posizione di forza? Cosa facciamo, leviamo anche tutti questi video dalla rete? Ho preso ad esempio queste due situazioni, perchè spesso queste situazioni sono addirittura colte ad esempio, tutt'altro che censurate come violenze, diventando titoli da prima di un qualsiasi Tg. Allora interroghiamoci sulla funzione (sempre assoluta) di queste immagini. Forse che le mettiamo in rete perchè siano di insegnamento? E a chi, di grazia? La violenza è violenza. Punto. Facciamone una questione di intenzionalità, ma la volontà di ferire non possiamo certo attribuirla ad un motore di ricerca. Piuttosto ci si dovrebbe interessare di chi commette questi atti e a questi comminare una pena. In questo senso il web non fa altro che rispecchiare ciò che la nostra società vive, come rovesciamento di valori, che è certo deprecabile, ma che non è di sicuro colpa di Youtube.
E se vi dicessi che ritengo violenti certi cartoni animati? Leviamo anche quelli? No, mi limito a non guardarli o a sanzionarli col mio disinteresse. Ripeto, il web è come un coltello da cucina. Punirlo perchè, anzichè essere usato per tagliare i pomodori, viene utilizzato per fare a fette un intestino umano è un eccesso di zelo.

2 commenti:
c'era una volta, e c'è ancora, un mondo in cui più o meno tutti desideravano di essere buoni...
purtroppo però quasi nessuno sapeva bene cosa fare per esserlo, bisognava avere e coordinare bene intelligenza, empatia, sensibilità, equilibrio, buon senso, ecceterra eccetera.. insomma, proprio un sacco di roba complicata...
fu così che nacque il buonismo..
le masse pecoraie furono felicissime perchè finalmente vennero a conoscenza delle esatte regole da seguire per essere buoni...
i pochi pastori, dall'alto della loro furbizia, furono felicissimi perchè avevano finalmente trovato il modo per spendere poche energie ed avere altissimi risultati..così iniziarono a predicare il decalogo del buonista, e le felici pecorelle lo seguivano ordinate, contente e produttive.
e vissero tutti felici e contenti!
le pecorelle furono fiere di loro stesse e iniziarono a parlottare l'una con l'altra, compiacenti della loro bontà.
i pastori furono fieri e compiacenti della propria furbizia...e iniziò la conta del danaro..
dunque
figuriamoci ora se un pastore, o aspirante tale, si lascia sfuggire la possibilità di attirare tante e tante pecorelle..
e quale miglior occasione se non quella di sottileare le malefatte di qualcuno che ha leso proprio una categoria presente nel decalogo?
nulla di più semplice ed arrichente...
ed alle pecorelle si aggiunge anche un occasione in più per banalmente parlottare...
e continuarono tutti a vivere più felici e più contenti!
a ciascuno il suo, sempre :|
E' vero. Il coraggio di andare controcorrente oggi è totalmente sparito. Oggi viviamo di timori, di paure di essere soli o di non produrre abbastanza per le nostre bocche. Le passioni sono diventate professioni, gli amori e gli affetti sono scambi economici. Fortunatamente c'è chi è ancora capace di andare anche contro sè stesso, di scommettere, di sperare che ci sia qualcosa di meglio, di più importante e profondo della misera paura di vivere diversamente, di dire qualcosa che gli altri non dicono, di osare e vincere. Di essere onesti fino in fondo. Sono ancora fermamente convinto che il mondo sia di chi sogna e di chi è capace di pensare che i sogni possano diventare realtà. Le aggregazioni forzate, le masse e i pastori non faranno mai parte della mia vita.
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