Questo paese è semplicemente ridicolo. Parliamo di un paese indietro rispetto al resto del mondo di almeno cinquant'anni per quanto riguarda l'amministrazione della cosa pubblica, il mondo del lavoro e la giustizia. Poi, di Sabato mattina, subito dopo aver fatto colazione, apri il giornale e leggi che Omar, o come diavolo si chiama, esce dal carcere in regime di semi-libertà, dopo nove anni di prigione per aver commesso un reato atroce. La semi-libertà in Italia prevede che in carcere ci si dorma soltanto. Questo tizio va a lavoro, sotto regolare contratto per 700 euro mensili, mangia a casa con i suoi, si farà anche una partitella alla Play Station e poi torna in galera a dormire. A dormire. A spese di tutti voi che mi leggete ed anche a spese mie.
Dio, che schifo. Con un semplice sillogismo, posso senz'altro affermare che in Italia, più grossa la fai, più hai probabilità di vivere e lavorare in maniera normale. E non mi venite a parlare di giusta riabilitazione dei carcerati. Questo essere immondo ha fatto affogare un bambino di 11 anni nel suo sangue, dopo averlo ridotto come un colapasta con un coltello, tutto perchè la sua ex fidanzata (altro mostro) aveva promesso di dargliela se l'avesse aiutata a disfarsi di madre e fratello. E meno male che il padre era a lavoro.
E la gente che studia, che si comporta correttamente, che si sbatte come tanti di noi, cosa ha in cambio da questo Stato delle banane? Ve lo dico io, niente. Una pensione inesistente, lavoro nero, nessuna agevolazione su case da affittare o comprare, tasse da pagare. Altrimenti si va in galera e la chiave la buttano sul serio. In America, se finisci in carcere perdi i tuoi diritti civili. Quello è un paese con la spina dorsale. Qua, se vai in prigione (se ci vai) sei fuori dopo metà degli anni che ti devi scontare, tutti fanno a gara per offrirti un lavoro, così acquistano visibilità e per il resto della pena non devi neanche preoccuparti di dove dormire. Basta dire che hai incontrato Gesù. So che non dovrei dirlo, da credente quale sono, ma io non credo proprio che l'incontro con Dio finirebbe così bene per questa gente. Per non parlare di un sistema Paese che è orrendamente consegnato al sensazionalismo delle riviste-carta igenica, dove chi governa lo fa male e chi attua leggi è profondamente incompetente. Senza parlare della marea di parassiti che di queste situazioni ne approfittano come possono. Quindi, gente, armatevi di padella, come il buon Maso insegna, e colpite a più non posso i vostri cari. Vedrete che un lavoro, un pasto caldo ed un tetto non ve lo leva nessuno. L'ho già detto? Che schifo.

2 commenti:
Hey Gianluca, mica sei cosi arrabbiato perchè il trio savoiardo ha passato il turno a Sanremo?
Lo so che non te ne frega un piffero di Sanremo, stavo scherzando, solo che gli italiani, sia che si tratti di lustrini e melodie che di fatti di cronaca, dimenticano in fretta. Sul caso di Erika e Omar non so, caro Gianluca. Però, credo che per poter capire se i due siano in grado di uscire allo scoperto dovremmo conoscere la loro storia dopo l'omicidio, il loro percorso umano, le loro potenzialità, la presa di consapevolezza del gesto. Presumo che tutto ciò sia stato vagliato da una serie di professionisti.
Non credo, però, che la coscienza faccia sconti, a meno che non sei matto da legare, e ritengo che, anche al di fuori di una cella, i due giovani dovranno lottare molto per fare pace con sè stessi e col mondo.
Un abbraccio
Bruno
Bruno,
ti ringrazio per la tua costante presenza. In effetti, il mio è più un interrogativo sul malfunzionamento di questo nostro Paese, malato ed insensato, forse più malato di chi commette orrendi crimini come questi. Con chi ci governa, con chi ci dovrebbe fare lavorare, con chi ci dovrebbe consentire di avere un tetto, io non mi sento di fare alcun tentativo di comprensione. Pongo chiaramente a pietra di paragone la mia condizione, simile a quella di tanti altri giovani, che devono fare un milione di sforzi per ottenere niente. Mentre il riabilitato, il figliol prodigo, non solo è accolto, ma è grandemente ricompensato. Faccio un torto alla mia fede, anzi due, non credendo alle riconversioni di fronte alle commissioni di libertà sulla parola ed in secondo luogo non trovando nessuna giustizia nella parabola del ritorno del peccatore. E' davvero troppo.
A presto.
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