In Italia siamo sempre i soliti. Anche quando si tratta di vicende che riguardano altri paesi, il nostro sport preferito rimane il gioco dei campanili, nel quale ciascuna parte (chiaramente politica) sceglie una linea di condotta e adotta un metro di giudizio, sempre uguale a sè stesso, a volte affermando anche cose totalmente contrarie al buon senso, giusto per mantenere vivo uno sterile spirito di contraddizione tutto italiano e che non trova corrispondenze in altri paesi europei. Siamo un popolo di "serve" come direbbero a Brescia, cioè una massa di pettegoli ignoranti, ma molto furbi, che hanno la capacità di strumentalizzare ogni singolo rumor provenga dall'esterno e farne una questione di battaglia politica a livello nazionale. In questo modo di fare politica, scientificamente caotico, chi ci rimette è il cittadino medio, visto e considerato che il 100% dei mezzi di comunicazione di massa in questo paese fa riferimento ad una o più forze politiche, che siedono in Parlamento. Quindi, non c'è scampo, o ci sorbiamo una campana o l'altra. Ma il problema, nella fattispecie, è che entrambe sembrano stonare, di brutto.
Il caso più eclatante è il primo anno di presidenza di B.H. Obama, 44esimo presidente USA e primo afro-americano della storia, democratico. E già subito sul colore della pelle, la stampa pseudo-pacifista italiana ci ha ricamato delle fantasie al limite della libido: siccome è quasi nero e per giunta democratico, vedrai che è un pacifista convinto e interromperà subito tutte le guerre in atto. Col cavolo. Non solo Obama non ha interrotto niente, ma ha dato ordine a 15000 ulteriori unità dell'esercito di appostarsi a fucili spianati all'entrata delle caverne delle montagne afghane, attendendo che gli abitanti talebani delle medesime escano fuori a vedere la primavera. Altro che fiori nei cannoni, e non è finita. Ha minacciato l'Iran, affermando che se il nuovo Hitler (che peraltro dovrebbe cambiare stilista) non la pianta con la minaccia nucleare, passerà un brutto fine settimana, a breve, visto che le sanzioni Onu valgono come il due di bastoni con briscola a denari. E un'altra serie di cose non molto pubblicizzate, sempre fra armi e uniformi. Cattivo presidente, direbbe la stampa arcobaleno, solo che tutti tacciono, perchè la figura l'hanno già fatta. Un po' più scoperto, per ovvie ragioni, è il gioco della stampa di destra, che punta dritta sul calo di consensi e su una maldestra riforma della sanità, che a detta di cronisti eminenti, è una cosa campata in aria e non utile agli americani. Con l'aggravante (colpa dei telegiornali) di far apparire Obama come un tizio ridanciano che canta, circondandosi di star strapagate e esibendosi in show mediatici per nascondere le manchevolezze della propria amministrazione. Ci risiamo. Qua l'errore è addirittura più marchiano. Si tenta di far passare il presidente USA per una specie di Maria Antonietta, che festeggia a corte, mentre la sua gente muore, in guerra o perchè priva di assistenza medica gratuita. Ma se si legge un po' di stampa seria americana, ci si rende conto di due cose: nessun americano è contro un sistema sanitario pubblico ed anzi, ci sono forti spinte da parte delle grosse etnìe straniere, che contano numeri importanti nelle grandi metropoli; in secondo luogo, il calo di consensi è un calo non direttamente imputabile al disinteresse per l'ottima politica dei fatti di Obama, ma un indottrinamento sistematico di alcune lobby molto potenti, che cercano di mettere contrappesi alle proposte positive dell'amministrazione (si pensi alle case farmaceutiche, che generano molti posti di lavoro e soldi, per non parlare dei sistemi bancari e finanziari). Obama sta lottando contro dei mostri enormi, una lotta che mette a rischio la sua stessa vita (e lui lo sa bene). Dunque si sono sbagliati tutti, in Italia? In Italia ci vogliamo sbagliare, perchè fa comodo, soprattutto quando si tratta dell'uomo più potente della terra. Personalmente credo che questa mancanza di obiettività da parte di tutta la politica italiana (e di conseguenza della nostra stampa e televisione), ci stia nascondendo il fatto che il presidente USA può essere davvero la speranza che le cose vadano meglio in futuro, per tutti. Se l'America è, come è sempre stata, il sogno e l'aspirazione di una vita migliore, io credo che Obama stia cercando di far tornare nei fatti quel sogno in auge, lavorando, affinchè quello che gli USA fanno, possa davvero essere uno stimolo per tutti quanti a fare meglio. In un cartone animato americano, Futurama, il presidente USA è il presidente della nazione Mondo: la visione di Groening, tralasciando il lato comico della cosa, è sicuramente veritiera. Per questo valutare con giustezza il lavoro di una amministrazione americana, significa davvero aiutare tutti noi ad apportare migliorìe in un sistema politico globale già sufficientemente martorizzato da anni di errori e politiche personalistiche.

Nessun commento:
Posta un commento