Stamattina ho sentito al telegiornale una notizia che non riesco a definire sconvolgente, forse per una mia scarsa predisposizione a trovare sconvolgenti certi tipi di fatti; non potrei neanche definirla curiosa, perchè, sebbene lo sia, non è il caso di sminuirla, affidandone la descrizione ad una semplice curiosità, che potrebbe diventare morbosa e non mi pare proprio il caso. Facciamo così, dirò che oggi ho sentito una notizia: poi, come sia, come non sia, lo deciderà ciascuno di voi. Si tratta di quel giro di filmati a sfondo sessuale, che venivano prodotti con i telefoni cellulari da ragazzine di tredici anni di una scuola della provincia veneta. Ok, siamo d'accordo, non è di certo il primo caso e forse neanche quello peggiore per la sostanza dei fatti e l'età delle persone coinvolte. In effetti quello che mi ha dato da pensare è stato un commento del giornalista che aveva preparato il servizio, il quale affermava che "alcune ragazze lo facevano dietro il pagamento di modesti compensi (pare, a volte, pacchetti di caramelle, mah!) ed alcune per vero e proprio esibizionismo". E su questa distinzione mi si è accesa una lampadina che, a dire il vero, mi si è fulminata subito.
Ho dovuto innanzitutto riconoscere una sostanziale differenza fra i miei tredici anni e quelli dei ragazzi di oggi, non per fare della dietrologia. Ma cominciamo col dire che io il cellulare non lo avevo e le mie compagne di scuola non erano tutte queste bellezze (e, per di più, se le invitavi a giocare in certi modi del tutto innocui, scappavano a gambe levate). Mettiamoci anche che io fino ai sedici anni ignoravo che il rapporto con le donne potesse essere divertente quanto e più di altre cose che facevo con gli amici maschi. E ci siamo capiti, non per i maschi, eh.
La seconda cosa che ho ravvisato è l'esistenza di un confine fra il farlo per soldi e per "vocazione" (ahi ahi! mi sa che qua spiegazioni ce ne son poche!) e certo il denaro può essere un motivo universale per fare qualcosa e può essere comprensibile a qualsiasi età: è infatti piuttosto scontato che, se si entra in una specie di competizione con amichette che hanno di più e i genitori non forniscono sostegni economici, qualcuna di loro si senta portata a cercare vie alternative di guadagno. Per carità, lungi da me giustificare determinati comportamenti, ma credo che i genitori oltre al fatto di non dare "paghette" non offrano alle proprie figlie la controparte educativa adeguata. Una signora intervistata ha detto: "Sa com'è, con i ritmi frenetici di oggi, si ha meno tempo di stare dietro ai figli e meno tempo per educarli". I miei lavoravano entrambi, mio padre è un militare e certe volte non dormiva neppure a casa; mia madre è un'insegnante e le sue otto ore se le faceva tutte, quindi la scusa dell'assenza mi sembra un po' una baggianata. Mi sa che ci risiamo, allora. Io non credo che questi figli di oggi nascano con dei meccanismi preordinati differenti da i miei o quelli dei miei coetanei. Certo, i ragazzini insoddisfatti ed annoiati c'erano anche ai miei tempi, ma che io mi ricordi, nessuno di essi girava film porno semi professionali o appiccava il fuoco alla scuola per non fare il compito in classe. Bastava marinare la scuola o farsi una partita a pallone e l'imprescindibile vigorìa giovanile era bella che sfogata. Allora mi chiedo: che cosa è cambiato? Sono davvero i genitori più pressapochisti che mai? O è colpa delle nuove tecnologie? (anche se io continuo a non usare il mio cellulare per fare filmini hard...). Di chi è la colpa di questo martirio del buon senso?

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