
Ora, io mi rendo conto di essere alle volte un tantino scostante, tanto da sembrare forzatamente radicale nelle mie prese di posizione. Forse l'impressione è data dal fatto che dico la mia su questioni di una imbarazzante semplicità e che hanno a che fare con la vita quotidiana e con il senso comune delle cose che ci circondano. Spesso tento anche di addentrarmi nella sfera dei sentimenti, ma quello è un lavoro troppo variegato e complesso, tanto che anche la posizione più estrema rimane comunque sempre e solo un'idea fra le altre. Faccio questa prolissa premessa circa il mio modo di pormi nei confronti di chi mi legge, perchè il tema di questo post è di una imbarazzante normalità, che non vorrebbe avere l'onere di scadere nel banale, ma se non presto attenzione, lo condanno a detta fine. Qual è l'argomento? I mozziconi delle sigarette.
Sì. avete capito benissimo. Stamattina mi sono recato alla Nuova Biblioteca Lazzerini di Prato, un mega progetto, fortemente voluto dal sindaco Mattei ed ancora in fase di completamento. Si tratta di una struttura ricavata da vecchi edifici industriali della città e, a quanto pare, è una delle biblioteche più grandi per numero di volumi disponibili, circa 250.000 che, udite udite, sono un quarto di milione di libri. Senza contare le decine di postazioni Internet, totalmente gratuite, punti di accesso Wi-fi, possibilità di noleggiare gratuitamente qualsiasi supporto immaginabile, dvd, cd musicali e con una vasta scelta di riviste e quotidiani da tutto il mondo. Insomma, un polo culturale all'avanguardia, rispetto all'orrenda media italiana, un paradiso per bibliofili e non, un luogo di ritrovo per giovani e meno giovani, un polo di attrazione incredibile (anche perchè legato strutturalmente al contiguo Museo Internazionale del Tessuto. Mentre mi apprestavo ad entrare nell'immensa hall, che accoglie ogni visitatore meravigliato, una ragazza che stava entrando prima di me fa l'ultimo tiro di sigaretta e la lancia per terra, ma neanche nella parte del cortile ancora in fase di lavorazione (che già sarebbe un'operazione orribile), no, sulla pietra serena dell'ingresso esterno. Faccio notare che il portico è dotato di due comodi posaceneri di sabbia, creati appositamente per l'occasione. Ecco, ho pensato. Questo è il motivo per cui in Italia o non funziona niente, o tutto marcisce velocemente. Ce ne fottiamo, mi si passi il termine. Siamo allergici alle regole, ma che dico, al caro vecchio buon senso, non ci atteniamo alle semplici e funzionali indicazioni che gli stessi costruttori ci danno. Se esiste un modo per non inquinare e sporcare perchè non usarlo? Perchè, soprattutto i ragazzi di oggi, sono dei cafoni ineducati, delle bestie senza un briciolo di cervello. E peggio di loro sono quegli sprovveduti che li han messi al mondo. Sto calcando la mano? E' meglio che mi fermi qua e che lasci a voi il resto delle riflessioni. Vi lascio con una frase del mitico Lino Banfi, tratta dal suo "Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio"; proprietario di un negozio di elettronica, trovando il proprio commesso a farsi la barba con la lametta BIC gli dice: "Stronzo è troppo poco, aggiungi tu il resto!".
4 commenti:
Ragione hai! =)
Grazie assai!
Gianluca...ammetti che c'avevi provato con la tipa ed è per questo che t'arrabbi tanto...
A parte gli scherzi, penso che, ma esagero sicuramente, tali gesti di fronte alla possibilità pratica di non compierli (il posacenere) siano effetto di una microantisocialità latente in soggetti apparentemente integrati. E' il piacere (insano) di trasgredire e di non essere rimproverati. La maleducazione,naturalmente, condisce il tutto.
Ciao e a presto!!!
Sì, credo tu abbia ragione. Dicendola alla vecchia, a questi ragazzi manca anche una fondamentale educazione al rispetto delle proprie cose, in quanto una biblioteca è un bene pubblico dalla prima mattonella all'ultimo volume in essa contenuto. In Europa vi sono intere città edificate in legno, che stanno su senza manutenzione da 400 anni e più. Merito della ottima qualità dei legnami? Non credo proprio.
Un abbraccio.
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