venerdì 22 gennaio 2010

Ministro, 102 volte grazie.


102. Centodue. E' il numero dei curricula che ho spedito in circa dieci giorni, anzi meno. Nove. 9. Sono, più o meno, dieci curricula al giorno, che staranno in giacenza fino a fine Febbraio e poi partiranno nuovamente. E questo ripetuto a scadenze regolari negli ultimi tre anni. E' un destino comune a molti miei coetanei, questo tragico "rimboccarsi le maniche", come ha suggerito di fare il ministro Sacconi. Grazie, Ministro, senza il suo prezioso consiglio sarei morto asfissiato dalla mia scarsa voglia di lavorare. Senza di lei che mi sussurra nelle orecchie: "I giovani devono accontentarsi anche delle mansioni più umili", non avrei saputo come fare ad andare avanti, mentre facevo il barista, l'inventarista, regalando rose alla porta di una profumeria, stando con la cornetta di un telefono appiccicata alla faccia in un call center o cercando di vendere telefonini e contratti imbroglio nei centri commerciali. Grazie Ministro, da parte mia e delle mie due lauree, di cui una di valore EUROPEO, non nazionale. Sono tre anni che mi barcameno, permetta che adesso le suggerisca io un paio di cose nelle sue grandi orecchie di ministro, cosicchè lei possa trasferire il tutto ai suoi 910 colleghi del Parlamento, o quanti essi siano ( si perde il conto delle persone, purtroppo non dei soldi che guadagnano).

Le vorrei suggerire un paio di domande: dove sono i collegamenti fra scuole e mondo del lavoro? Come mai uno che ha fatto mille sacrifici, insieme alla propria famiglia, non ha la certezza etica di trovare un lavoro, uscito dall'università, come accade negli altri paesi d'Europa? No? Le cito la Germania, tanto per rimanere in UE? Lei ha amici in Germania? Io sì e lavorano tutti, con la laurea presa in Italia e guadagnano tutti bene. Da subito. Vogliamo uscire dall'UE ma rimanere in Europa? La Norvegia. Uno come me guadagnerebbe lo stipendio base di un quarto livello, moltiplicato per 8.5. Da subito.

L'altra domanda è la seguente: com'è questa storia che nel resto del mondo un dottorato di ricerca è una naturale evoluzione di un percorso di studi, peraltro ben pagato, oltre che un diritto ed in Italia è un privilegio, riservato a qualche figlio di amici? No? Ha mai fatto domanda per un dottorato, Ministro? Ecco, allora sappia che ci sono dei geni autentici a piedi.

Ma lei ha ragione, bisogna arrangiarsi. L'italiano è il maestro dell'arte dell'arrabattarsi. In tutti i campi. Vedo che anche in politica è così, eh.

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