martedì 1 settembre 2009

Sogno di una notte di fine estate.


Un po' di musica mentre leggete. http://www.youtube.com/watch?v=164jS1qnCU0
Sono stato indeciso fino ad ora sull'opportunità o meno di fare e pubblicare un post del genere. Un po' perchè è il frutto di una riflessione disordinata, di quelle che mi piacciono così tanto, un po' perchè ritengo che questi miei pensieri appartengano ad una dimensione molto personale. Poi ho pensato a quello che ribadisco spesso circa la vera essenza di questo blog e cioè che tutte le cose che vi scrivo non sono altro che mie rappresentazioni e parti di me che amo condividere, non certo per un senso malcelato di esibizionismo, ma solo perchè ho sempre rilevato dentro di me l'esigenza di venire compreso attraverso quello che riesco a dire e questa era l'occasione. In realtà il motivo scatenante di tutto questo turbine di pensieri è stato un sogno, fatto una delle ultime notti in cui mi trovavo al mare. Racconto brevemente il sogno. Mi trovavo ad una festa in una baita all'interno di un bosco. A questa festa partecipavano tante persone, sia conosciute che estranee, che appena conosciute. Ma nessuno mi considerava, sebbene io fossi l'unico a muoversi in mezzo alla folla. La cosa curiosa è che io camminavo piangendo, con un libro di favole per bambini sotto il braccio. Dentro questo libro era contenuta una cosa che io stesso avevo scritto. Ero in cerca di qualcuno che leggesse con me questa cosa, ma purtroppo alla fine del sogno mi son trovato da solo su una enorme impalcatura di legno che dominava una valle completamente vuota.

Credo di sapere il significato di quel sogno, anche senza avere una laurea in psichiatria. Ma vorrei diventasse una riflessione comune a tutti. Ciascuno di noi, nel bene e nel male sa di avere un carattere ben determinato, delle attitudini, dei desideri e, per l'appunto, dei sogni. Ma quello che forse ci rende malinconici è il fatto che queste nostre aspirazioni dovrebbero essere condivise, in uno sguardo, in un sorriso, in una parola. E' così difficile e così importante sapere che c'è qualcuno in grado di leggere quella parte di noi che rimane nascosta da ciò che dobbiamo fare, da quello che dobbiamo sembrare per sopravvivere. Ma è altrettanto vivida la sensazione che, al fondo delle cose si trova anche quell'anima affine in grado di reggere il colpo insieme a noi. Non parlo solo dell'amore fra due persone, sarebbe riduttivo. Le cose che abbiamo dentro devono potersi catalizzare attraverso uno sguardo ed un pensiero che non sia sempre il nostro. E' necessario l'altro, il diverso da noi, il nuovo. E' indispensabile per vivere. E forse sognare di camminare soli è il segno che è venuto il momento di ricominciare a cercare, a sperare, a sognare.

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