
Ti ho incontrata, una notte. Eri vestita di bianco ed io di fronte a te. Non ho capito, non ti ho sentita. Perchè il bianco acceca, brilla perchè non è vuoto, è lo sposalizio di ogni colore che splende sotto questo cielo di luce.
Non ho capito e non ti ho sentita, perchè siamo piccoli e fragili come i fili d'erba sotto un piede umano, perchè lo scricchiolìo delle nostre anime si perde con la propria memoria, nell'istante in cui esse muoiono per dar vita all'amore.
Una cosa ho visto, i tuoi occhi ed il loro azzuro. Illuminavano il tuo cammino, quello che sei e che siamo. Cosa avrei chiesto alla vita di essere e che non ho potuto chiedere, ciò che sogni di fare, correndo a perdifiato lungo i campi di fiori dentro al tuo cuore.
Ti ho vista ed ho taciuto. Perchè queste mie parole sono la neve che incontra il sole di Marzo e di loro rimane il malinconico ricordo di un profumo, quello dei fiori che aprono nuovamente i loro occhi alla vita dopo il lungo sonno.
Ed io non ho armi, non ho scelta e non voglio averla. Voglio solo capire, voglio solo sentirti. Perchè io non abbia il rimpianto solitario di un occhio muto e di uno sguardo fugacemente estasiato.
Sei tu.
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