
Dopo una estenuante giornata di lavoro, in cui hai fatto e dato tanto, in cui hai scherzato, riso, ma ti sei anche innervosito, arrabbiato, nella quale hai potuto parlare con le persone che lavorano fianco a fianco con te ogni giorno di quanto sia dura riuscire a portare avanti la carretta ogni giorno, torni a casa, apri Internet e leggi una notizia agghiacciante: una coppia di Milano, lui 50 anni disoccupato, lei 46 anni gravemente malata si uccidono in una desolata campagna, tramite una camera a gas fai da te, la loro automobile collegata con il più classico tubo di gomma allo scappamento. Di colpo sparisce tutto quello che hai in testa, tutta la frustrazione, la tua banale stanchezza, di colpo devi tacere e renderti conto del fatto che sei uno di quelli con l'oro fra le mani. Hai la salute, sei giovane ed in forma ed hai un lavoro, che sarà anche sottopagato e sottostimato dagli sguardi beffardi di alcuni clienti, ma ce l'hai. Non sei costretto a pensare di non farcela proprio a vivere in questo mondo. Perchè la tristezza di quella morte va oltre un discorso economico, anche oltre un discorso di salute in senso stretto. Arrivare a progettare ed attuare la propria fine è il segno che non rimane null'altro che il buio, che la speranza è concretamente cancellata dal tuo dizionario. Non è egoismo, è davvero disperazione. Questa coppia ha voluto dire a modo proprio "qua non ce la facciamo proprio, nessuno ci dà una mano, siamo soli e senza una via d'uscita". Lungi da me avallare o giustificare un tale atto, che per la mia etica è sempre da condannare e nella mia anima continua ad apparire come un gesto privo di qualsiasi senso. Non lo giustifico, forse però ne comprendo le umane motivazioni. Ma come in un remoto gesto di speranza, come se effettivamente fossero fiduciosi di avere un'altra vita oltre la vita, questi due compagni sono morti mano nella mano, chiedendo di essere sepolti vicini, per dormire insieme il sonno eterno. Da profondo credente quale credo di essere spero che il buon Dio, nella sua infinità magnanimità accolga la loro implicita, silenziosa richiesta. Un giorno, magari, nell'eternità.
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